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2015-01-12
PAPA FRANCESCO: la novità da guardare


Insieme con il caloroso abbraccio delle folle e la simpatia di molti, Papa Francesco si trova addosso sguardi meno benevoli. Un giro di articoli attorno a Natale ha contrapposto commenti e contro commenti, approvazioni e contestazioni. Persino gli attentati di Parigi hanno dato occasione a strane accuse contro il Papa. In Italia e in Europa piace molto discutere e i social network sono autostrade di parole.
In questo confuso dibattito, emerge più la visione di chi interpreta, che non il Papa stesso. Inseguendo le ondate di approvatori e denigratori, si perde il senso della navigazione e si finisce sulla battigia. C’è un metodo semplice per compiere il tragitto: guardare e ascoltare veramente il Papa. Il quale parla davanti a tutti: ogni mattina alla Messa nella chiesa della residenza Santa Marta; ogni mercoledì all’udienza in piazza San Pietro; la domenica all’Angelus e spesso a una celebrazione eucaristica; incontra rappresentanti del mondo ecclesiale e civile, con comunità e gruppi; scrive e telefona a persone e gruppi, cinguetta su twitter, e tutto un seguito di altre iniziative.
Il Papa vive la sua formidabile missione di responsabilità con l’inventiva di un uomo libero, non ricattato da schemi o regole prefissate. Dobbiamo interferire nella sua libertà personale e nella sua intraprendenza? Soprattutto in questi giorni in cui si esalta la libertà di pensiero e di parola, vorremmo negarla al Papa? Papa Francesco, non diversamente da chi l’ha preceduto, non vuole e non può cambiare la dottrina della Chiesa, professa fedeltà al Vangelo e alla tradizione cristiana, riconoscendo ‘quello che c’è già’. Nello stesso tempo, decide in modo nuovo, apre frontiere, lancia iniziative piccole e grandi con una capacità di inventiva e di intraprendenza che molti ‘dirigenti’ (e magari anche qualche parroco) ambirebbero avere per sé; sorride e abbraccia bambini e malati e sa dialogare con il pubblico della piazza; regala vangeli e libri di preghiere, e non solo corone e pergamene.
Che cosa fare dunque? Prima di discutere i commenti e le interpretazioni di altri, vale la pena guardare i gesti che il Papa compie e leggere direttamente e interamente i suoi discorsi. Si guarda il Papa come si guarda un maestro, come si ama un padre, come si segue il Vicario di Cristo. Quando riconosciamo l’oggettività della sua funzione e accogliamo il carisma della sua personalità, scopriamo di avere molto da imparare e anche qualcosa da correggere.
E’ accaduto con tutti i papi precedenti, con la semplicità audace di Giovanni XXIII, l’equilibrio di Paolo VI, l’irruenza di Wojtyla, la sapienza di Ratzinger. Con tutti e con ciascuno siamo stati condotti a riconoscere l’essenziale, la signoria di Cristo.


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