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2015-02-18
La santa montagna della QUARESIMA

Il tempo non cammina in una piatta pianura, ma attraversa colline e catene montuose, e sale in vetta. Catena montuosa è la Quaresima; la vetta è la Pasqua, nel percorso della santa montagna che è Cristo. Con la compagnia nata da Lui, la Chiesa, la vita di ogni giorno si apre su un panorama di bellezza e di fatica. Abbiamo bisogno di senso e di gusto in quel che facciamo, fino a spalancare lo sguardo sull’orizzonte, intravvedendo la mèta. La Quaresima è uno straordinario cammino che la Chiesa propone ai cristiani; ci prende per mano e ci conduce a seguire Gesù fino alla vita e alla gioia della Pasqua.
Comincia con un gesto sconcertante, che ci porta alle origini del nostro nulla e ci rimette nelle mani della iniziativa di Dio. All’origine del tempo e della nostra personale esistenza noi siamo nulla, polvere della terra. Ma Dio crea l’uomo dalla polvere e lo ricrea in Cristo risorto. Le Ceneri sul capo ci segnano di verità e di promessa. La Chiesa le associa alla penitenza del digiuno, perché il seme deve liberarsi dall’involucro che lo riveste, per germogliare la vita. Forse fa un poco sorridere che il digiuno venga descritto come ‘un pasto principale e due refezioni leggere’ per chi ha compiuto i 14 anni fino ai 60. Qualcuno potrà pur decidere di fare un digiuno più reale, in comunione con chi soffre e con i cristiani perseguitati. Potrà decidere il digiuno da chiacchiere, siti internet, lasciando a casa qualche bagaglio pesante. Ai ragazzi - ma non solo - si potrà suggerire qualcosa riguardante la gola, lo studio, i servizi a casa-scuola-parrocchia, l’uso dei media. Anche l’invito a non mangiar carne nel Mercoledì delle Ceneri e nei Venerdì di Quaresima avrà almeno il valore di un atto di unità e di obbedienza, in comunione con gli altri cristiani. Il valore ‘spirituale’ della Quaresima si svela nel fatto che tocca la carne, il corpo, il tempo e le scelte della giornata. Non si tratta primariamente di un esercizio ascetico, ma di un accompagnamento con Cristo, di una ripresa del valore e del gusto della sequela di Lui, per sperimentare almeno un poco la verità della sua vita.
Il percorso quaresimale si snoda nei tornanti delle cinque domeniche che introducono alla Domenica delle Palme e alla Settimana Santa, centro ‘drammatico’ della vita di Cristo e di tutto il Mistero cristiano. La prima domenica di Quaresima riprende lo slancio penitenziale del Mercoledì delle Ceneri, con il racconto delle tentazioni di Gesù che decide nuovamente per Dio Padre. La seconda domenica ha un balzo con il racconto della Trasfigurazione, che dà già un anticipo del Gesù glorioso e risolve in modo straordinario il dramma del sacrificio di Isacco. La terza domenica fa camminare dalla legge dei comandamenti al riconoscimento di Cristo, vero tempio; noi non seguiamo una legge o un rito, ma una Persona. La quarta domenica, che segna il giro di boa della Quaresima, viene chiamata Domenica della gioia – ‘Laetare’ dall’antifona iniziale. Già si intravvede e si gusta il compimento. La quinta domenica è caratterizzata dalla domanda dei greci: “Vogliamo vedere Gesù”, e dalla risposta di Gesù: “E venuta l’ora…”. Il chicco di grano muore per rinascere.
La domenica delle Palme è il grande portale di ingresso nella Settimana della Passione, Morte, Risurrezione del Signore Gesù. Giriamo in vetta e ci troviamo sotto la Croce. Ci attende la risurrezione. Il percorso dal Mercoledì delle Ceneri al giorno di Pasqua è un modo geniale e semplice di farci gustare la contemporaneità di Cristo. Un cammino per ritrovare noi stessi e renderci partecipi del dramma di ogni uomo, che Cristo attrae a salvezza.


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