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2015-07-26
STORIE DI DONNE NEL TOTALITARISMO
VIVE COME L'ERBA
Giovedi 30 luglio 2015 ore 21 Cattedrale
Incontro con
GIOVANNA PARRAVICINI
del Centro RUSSIA CRISTIANA

Festa dell’Assunta- Chiesa Cattedrale, Chioggia

“Noi, donne e uomini nati e vissuti in Italia in settanta anni di pace, cresciuti fra diritti che diamo per scontati, noi che spesso crediamo che “libertà” sia seguire la propria inclinazione, o capriccio, leggendo le storie delle donne riportate in questo libro, per prima cosa, ammutoliamo”. Così scrive Marina Corradi nell’introduzione al libro Vive come l’erba… che raccoglie le storie vere di alcune donne vissute sotto regimi totalitari di tipo sovietico. L’opposizione contro l’annientamento progettato dal socialismo reale non è, in queste donne, violenta, anche in situazioni in cui la violenza parrebbe legittima.
Se un filo tiene unite le loro storie, è la passione per la bellezza. Bellezza della poesia o della pittura, o del samizdat, o semplicemente della umana amicizia. Può essere l’icona di un santo in una chiesa, o la ben custodita memoria del mondo splendente dell’infanzia: ma ognuna sembra inseguire silenziosamente una bellezza, e con intensità tale da poter sopravvivere ad ogni miseria. Sedotte dalla bellezza, dunque. Bellezza, in fondo, come ultimo schermo con cui la realtà nasconde il volto di Cristo.
Il lager e il GULag diventano una scuola straordinaria di umanità da cui esce, addirittura, più forti e più umane.
C’è una bellezza profondamente femminile nelle storie delle cristiane dei GULag, martiri del socialismo eppure umanamente trionfatrici.
Ol’ga Popova, nata in un GULag, descrive come sua madre ne uscì, con lei fra le braccia. Quasi miracolosamente, infatti, qualche mese dopo il parto, sua madre venne liberata:

«Raccontava che quando d’un tratto si era vista spalancare davanti il portone del carcere, si era messa a correre, stringendomi tra le braccia, e era fuggita attraverso tutta la città, dimentica del tempo, senza sentire la stanchezza e il mio peso, ma solo l’ebbrezza della libertà, e il terrore che ci fosse stato un equivoco, che potessero da un momento all’altro rimetterle le mani addosso; solo più tardi si accorse, fermandosi, di aver percorso un tragitto lunghissimo».

Quella madre con un figlio in braccio, quasi come una Madonna, icona di una vita e di una speranza che nessun muro di GULag, o di lager, può annientare.

L’avventura di queste donne ‘Vive come l’erba…’ verrà presentata giovedì 30 luglio ore 21 nella Chiesa Cattedrale di Chioggia da Giovanna Parravicini, del Centro Russia Cristiana di Seriate, Bergamo. L’iniziativa si colloca nei giorni di preparazione alla Festa della Madonna Assunta, patrona della Cattedrale.


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