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2012-04-30
Una fede per vivere
Basta guardare i volti. Al ritorno dal ritiro di Rimini, basta guardare i volti e ascoltare i brevi racconti che le persone si scambiano; parlano come chi ha incontrato il Signore e ha camminato con Lui lungo la via; alla fine, come i discepoli di Emmaus, hanno ricevuto la conferma e il conforto degli apostoli. Nella celebrazione eucaristica conclusiva del ritiro, il cardinale Ouellet, prefetto della Congregazione dei vescovi, ha riferito della viva attenzione di Papa Benedetto verso don Giussani e il suo carisma; c’è stato un commosso abbraccio tra il cardinale e don Carron. Un nuovo segno della viva partecipazione della Fraternità di Comunione e Liberazione alla vicenda della Chiesa di Dio nel mondo di oggi. Nei due intensissimi giorni degli esercizi spirituali don Julian Carron, indicato da don Giussani stesso come successore, ha testimoniato con vigore e chiarezza il carisma del movimento. Sullo sfondo si percepiva il dramma della crisi economica e culturale che ci prende tutti, e anche la sofferenza per recenti avvenimenti nei quali si trovano coinvolte alcune persone del movimento impegnate nel mondo politico e imprenditoriale, con accuse che mirano a stravolgere anche la fisionomia e la storia di Cl. Una vicenda nella quale il potere, con un moralismo spietato e giustizialista, pretende di stritolare nello scetticismo e nel nichilismo l’avvenimento cristiano. Carron cita Giussani: “In tutte le circostanze e contingenze della vita del mondo e della storia, quello che conta e da cui sempre si può partire, quello che sostiene la verità, ha un luogo che si chiama persona; è il soggetto, che si chiama ‘io’, e quanto più i tempi sono duri, tanto più è il soggetto, è la persona che conta”. Una persona non abbandonata nella sua solitudine, ma affidata a un’appartenenza a Dio, reso visibile nell’incarnazione del Figlio Gesù e presente nella storia cristiana. Il cristianesimo è la risposta umanamente compiuta alle esigenze del cuore umano, come aveva sperimentato per la propria vita lo stesso don Giussani; da giovane seminarista ebbe la ventura di scoprire Gesù incarnato e vivo attraverso l’insegnamento di don Gaetano Corti, che gli fece balenare davanti agli occhi e al cuore la bellezza e la grandezza del Verbo fatto carne. “Non vivo più io, ma Cristo vive in me”, stava scritto sul fondo del salone della fiera. Colui al quale guardare, verso il quale, in tutte le vicende, dobbiamo volgere lo sguardo, è Cristo, il Verbo fatto carne che abbraccia tutte le cose. L’incontro con Cristo nostro contemporaneo non fa sparire l’io ma lo fa emergere nel suo vero compimento; la condizione umana è lo spazio che domanda di essere abitato dalla sua Presenza. Nel grande silenzio della fiera, reso più intenso ed evocativo della Sua Presenza attraverso le immagini, musiche, i canti, la preghiera e le liturgie, l’annuncio dell’avvenimento cristiano è risuonato nuovo per la sua verità esistenziale, come per un nuovo inizio. Partecipiamo a un avvenimento grande che prende dentro la nostra storia umana. Le persone lo testimoniano. “Lascia che il mondo rida di te, se la tua vita cambiarlo potrà…” erano le parole di un canto proposto la prima sera del ritiro. I cristiani possono essere peccatori, come in tutti i tempi della storia della Chiesa; o possono venire perseguitati, come ancora oggi accade. Cristo permane come attrattiva e come fattore di verità e di giustizia, e continuamente risana ogni ferita con la Sua sconfinata misericordia. Il carisma riproposto da don Carron conduce ancor oggi a riconoscere “Gesù Cristo  presente qui ed ora, a chiedergli con umile certezza che l’inizio di ogni giornata sia un  si’  al  Signore che ci abbraccia e rende fertile  il terreno del nostro cuore”, come diceva una preghiera consegnata alla fine del ritiro. L’energia e la grandezza del Signore Gesù permangono dentro tutte le condizioni del vivere, come una testimonianza che non a noi, ma a Lui dà gloria. Le venticinquemila persone nella Fiera di Rimini e altre migliaia nel mondo si sono percepite accompagnate al Destino sulla scia del carisma di don Luigi Giussani, del quale è stata introdotta recentemente la causa di beatificazione. La santità genera sempre nuovi frutti di vita. Solo lo stupore li sa riconoscere.

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