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2016-11-11
Per la festa di San Martino
CAMMINIAMO SULLA STRADA CHE HAN PERCORSO I SANTI TUOI

C’è ancora qualche insegnante che racconta del mantello di San Martino diviso a metà con un poverello? Viene da augurarsi che non gli accada come al collega di scuola superiore il quale, avendo nominato San Francesco d’Assisi, metà classe dichiara di non conoscere il patrono d’Italia e l’iniziatore della lingua italiana. Imperversano altri nomi e si proclamano altri maestri e capicordata, sbandierati da una marea di canali televisivi e di siti. E’ come se il panorama che si intravvede dalla laguna nei giorni che seguono il maltempo, improvvisamente venisse stravolto: non più i dolci rilievi dei Colli Euganei né le vette precocemente innevate delle Prealpi, ma una piatta distesa di nebbia. Che cosa abbiamo ancora da guardare?
Anche i politici che salgono alla ribalta e imperversano sui teleschermi, non sai come pigliarli e da quale parte vogliano condurre la società. E’ impressionante l’osanna di elogi quando muove un personaggio ‘che ha dato lustro all’Italia nel mondo’. Frequentemente, negli ultimi tempi si è trattato di persone che hanno condotto battaglie per stravolgere l’immagine di famiglia, avvilire la bellezza dell’amore, e magari disprezzare la fede dei semplici. Certo, può avvenire che la grancassa dei mass media suoni la mazurca, mentre il popolo si mette a ballare il tango. Sensibilità e cuore non sempre si lasciano condurre dalle imperversanti pubblicità o dalle scientifiche previsioni, com’è accaduto in questi giorni nel caso di Trump presidente.
Forse abita proprio qui la radice del nuovo e del vero: nel cuore dell’uomo, che si rinnova alla nascita di ogni bambino. Lo vedi, il bambinetto in braccio alla mamma, ricercare la luce e il sorriso, guardare in tutte le direzioni, incantarsi davanti a un colore. Occorre aprirgli davanti agli occhi le strade del bello e del vero, del bene e dell’utile, il volto del padre e della madre, del fratello e dell’amico. Non solo il bambino che diventa ragazzo fino alle elementari e alle medie. Ma l’adolescente inquieto, il giovane in ricerca, e persino l’uomo consolidato, il povero e il ricco, e tutti coloro che mantengono in cuore un’attesa e un desiderio di vita. Occorrono immagini di persone intere. Abbiamo i santi del passato remoto o recente. San Martino, appunto, e San Francesco: povertà, semplicità, carità, e insieme uno squisito amore a Gesù Cristo, che li ha resi annunciatori del Vangelo e li ha arricchiti di seguaci. Non bastano infatti gli esempi e i testimoni raccontati e mostrati.
Ci vogliono persone vive, maestri ed educatori, padri e madri che ti fanno compagnia senza assillarti, e che ti mostrano il bene affascinante della loro stessa vita. “Maestro, dove abiti?”, chiedevano i primi discepoli a Gesù. Non si potrà accasarli tutti insieme, ma si potrà diventare per qualcuno una boa di attracco o un segnale nel percorso notturno della barca sull’acqua. Maestri e accompagnatori. Gente che ti vuole bene. Puoi anche scappare di casa attratto dall’ultimo miraggio. Ma, in fondo alla strada perduta, ti attende l’abbraccio del Padre che ti ha dato la vita per sempre.


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