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2017-01-06
EPIFANIA

I DONI DEI MAGI

Che cosa poteva farsene Gesù Bambino dei doni di oro, incenso e mirra? Ammaliati dai vestiti brillanti dei Magi venuti dall’Oriente, se lo domandano i bambini davanti alle grandi statue del Presepio. L’oro, e tutto il resto, è da ammirare, ma che può farsene un bambino? E che se ne faranno i due genitori, che presto dovranno scappare con il bimbo in Egitto? Loro, i Magi, dopo aver offerto i doni, partendo di là, che cosa avranno in contraccambio? Un po’ di fieno per i cammelli? (i cammelli mangiano fieno?). A Natale anche noi portiamo doni al Bambino Gesù: addobbi, auguri scambiati con tante persone, qualche veloce atto di carità non disgiunto dal calore delle celebrazioni liturgiche. Dopo, anche noi - come i Magi - ‘per un’altra strada’ facciamo ritorno alle nostre case e alle nostre cose.
Che cosa ci portiamo addosso dal Natale? Quale regalo in contraccambio? I Magi ritornano certi di quello che hanno trovato dopo tanto cercare. Hanno visto una famigliola con una madre e un padre e un bambino e hanno riconosciuto nel Bambino il Figlio di Dio. Tornano lieti perché certi della promessa avverata, certi della salvezza donata ad ogni uomo. Si son fermati davanti a Gesù in adorazione per dirgli grazie e anche per imprimere nella memoria quel Volto che li accompagna per sempre. Esiste qualcosa di più bello e di più compiuto nella vita? La certezza di una presenza amica, come un fiume che scorre in sotterranea, riaffiora nei tormenti e nelle gioie, e diventa stabile presenza, certa come un amore condiviso.
Anche noi come i Magi portiamo impresso quel Volto e d’ora innanzi continuiamo a cercarlo nella concretezza del vivere quotidiano. Nei giorni del Natale andiamo ad adorare Gesù per poterlo riconoscere nei volti amici o nelle persone appena incrociate in strada o nel lavoro. Abbiamo bisogno di guardare Lui per vivere, abbiamo bisogno di trovarlo presente per esser presi per mano e accompagnati giorno per giorno. Cristo è qui e ci dona se stesso: la sua Parola, il suo pianto e la sua gioia, la sua carne e il suo sangue, il suo Amore totale. Andiamo a messa come i Magi sono andati alla grotta. Andiamo da Lui e ritorniamo a casa e al lavoro con l'esperienza di aver incontrato ciò che rende lieto il cuore.
Nelle grandi assemblee con il Papa, nelle parole che ci inducono a condividere i drammi del mondo e ci riaprono il cuore alla simpatia e alla condivisione; nel piccolo contesto di qualche giorno di vacanza, frammisto alla febbriciattola di stagione; nella carezza dell’amicizia e della vicinanza delle persone: nel tempo del Natale attraversato da speranze e tragedie, una Presenza si pone nuovamente, ineliminabile come un fatto accaduto. Il regalo che il Bambino Gesù fa ai Magi, arriva fino a noi e si offre nuovamente al mondo: a vivere, a sperare, ad amare non siamo soli. Un Bambino, il Bambino Gesù è con noi. Diventa grande nella nostra vita, rimane con noi conducendoci fino alla sua Croce e alla sua Risurrezione.


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