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2018-08-05
5 agosto 2018 - Domenica XVIII anno B

Vangelo secondo Giovanni 6,24-34


In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

PASSAGGIO DI LA' DAL MARE

La folla insegue Gesù dopo aver mangiato i pani e i pesci del miracolo, perché nessuno vuole perdere un uomo così. Gesù va 'di là dal mare'. Non è solo un passaggio da un luogo all'altro, ma l’apertura su un altro orizzonte. Nemmeno i pani e i pesci in abbondanza esauriscono la portata dei bisogni umani. Ed ecco la virata di Gesù, il quale dichiara apertamente che i pani e i pesci sono un segno per scoprire il  bisogno più profondo e introdurre a desiderare la risposta compiuta. C'è dunque un altro pane da mangiare e un'altra opera da compiere. Dio stesso ha fatto la sua parte: ha mandato a noi il suo figlio. L'opera nostra è credere al Figlio che ci è stato donato e che si è svelato proprio attraverso il miracolo dei pani e dei pesci. E’ lui dunque, Gesù stesso, il pane che fa vivere. Credere in Lui e accoglierlo, è la risposta alla nostra fame e sete. Quale passaggio resta da fare per accogliere Colui che risponde a tutta la nostra fame e sete?



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