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2013-11-18
La COINCIDENZA DELLA MISERICORDIA
All’Angelus di piazza San Pietro questa domenica Papa Francesco ha fatto distribuire migliaia di scatole di “Misericordina”, un ‘medicinale’ che prevede la recita della coroncina della Divina Misericordia, promossa da Santa Faustina Kowalska. Coincidenza: proprio in questi giorni sono arrivato all’ultima delle 900 e passa pagine del ‘Diario’ di Suor Faustina, la santa che ha diffuso nel mondo l’immagine dell’Amore misericordioso, raffigurante il Signore con i raggi che scendono dalle mani, e che è all’origine della festa della Misericordia proposta da Giovanni Paolo II per la seconda domenica di Pasqua. Il Diario è scritto in modo semplice e piuttosto ripetitivo, e non riferisce grandi avvenimenti esteriori. La suora vive in convento, spesso in infermeria, a tratti in ospedale. Gesù le mostra le sue piaghe, la introduce nei momenti della sua vita e della sua passione, la rende personalmente partecipe della sua sofferenza fisica e della sua desolazione morale, come pure le concede il paradiso della sua felicità, le affida il compito di diffondere la notizia della sua immensa Misericordia e di patrocinarne l’istituzione della ricorrenza nel calendario liturgico. Tutto questo potrebbe far gridare all’illusione, alla patologia e all’isterismo. Invece questi fatti sono riconosciuti dalla Chiesa, la festa della Misericordia è istituita, suor Faustina è proclamata santa, la devozione diffusa nel mondo, la novena viene praticata, e ora Papa Francesco la lancia da Piazza S.Pietro. Nel Diario, colpiscono alcune cose. La prima è che Gesù stesso cerca suor Faustina, gode della sua rispondenza, è lieto del suo amore come un amante e uno sposo. Gesù non scappa nella lontana felicità del Paradiso, non si astrae dai balzi del cuore, indifferente alla passione amorosa. La sua umanità permane anche a livello affettivo, il suo amore preme e, dal rapporto con un’anima, domanda di trovare rispondenza in tutti. Seconda cosa: Gesù non scavalca la condizione di vita religiosa di Suor Faustina; non contraddice la sua obbedienza, ma ne dipende. Si sottopone ai condizionamenti della regola e ai comandi dei superiori. L’obbedienza è il più grande sacrificio e il più meritorio atto di amore. Suor Faustina vive in dialogo con i confessori, nella carità verso le consorelle, nella dipendenza alla regola. Un percorso che non fa svanire la sua spiritualità nell’abisso del misticismo, ma la inserisce nella Chiesa, facendola vibrare nel profondo del Cuore misericordioso di Gesù. Al di là di una modalità così eccezionale, non desideriamo pure noi un rapporto vero e vivo con Cristo? Cristo non ci lascia soli. La sua voce è sottile e occorre silenzio per udirla; occorrono occhi e cuore aperti per riconoscerlo come il Signore e l’Amore della vita. Diceva don Giussani: "Il cuore dell'uomo è mendicante di Cristo e Cristo mendicante del cuore dell'uomo". Don Angelo

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