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2013-12-23
LELLA BIGHIN - 11.1.1950 - 15.12.2013

Santa Messa con Maria Grazia Bighin Romano Banco, Buccinasco, Milano, Mercoledì 18 dicembre 2013 Inizio della Celebrazione

  Omelia Maria Grazia (Lella per i familiari e gli amici) non avrebbe mai voluto che si parlasse pubblicamente di lei. Per questo lasciamo parlare lei, attraverso le sue lettere. (da una lettera del 19/11/2012 15:17) La percezione, oggi, e’ che, comunque vadano le cose, sto arrivando alle porte di Gerusalemme, la Grande Citta’! Sono proprio in pace ed accompagnata in questo sordo e pesante dolore, quasi “bestiale” nella sua energica scossa di morte sulla mia personalita’ psichica. Anche se so che altra parte di me e’ bene forte e bardata dalla Sua armatura vincente e guerriera, l’ esperienza terribile di oggi, e’ questo schiaffo mortale!! La prima domenica di Avvento iniziata ieri nel rito ambrosiano, la venuta a Milano della tenera e delicata Norma, l’anniversario della morte di mamma vissuto insieme con dolcezza ed amore, tutto e’ diventato un “si’” di accettazione, ed un si’ non forzosamente pronunciato, ma scaturito dalla profondita’ del cuore, come un profumo di soave odore, senza nessuna violenza. Cio’ che mi fa paura, ora non e’ piu’ cosi’ sordo e spaventoso: capisco che mi sto incamminando verso la Via della Pace, verso il territorio dove…” scorrono latte e miele. “…..Ricordi, don Angelo, il brano del Deuteronomio che mi ha accompagnato quando sono entrata dalle piccole sorelle? Anche ora, in questo preciso anno, si avvicina quella stessa data, e quanto ricca di Promessa compiuta, oggi piu’ di ieri! Ecco l’ opera del Signore, una meraviglia ai nostri occhi! In questi giorni avrei potuto agire verso queste traversie in mille altri modi e sollecitare l’aiuto di molti (…). Fossi stata “diversa” come temperamento, avessi avuto una storia meno complicata, fossi stata in certo senso piu’ malleabile e conciliante con gli altri… Senz’altro gli altri avrebbero potuto di piu’ in certo senso mettermi a tacere ed ”imbavagliarmi!”. (….) Fin dall’inizio della mia personale vocazione mi sono sentita….”in capite et in cute!”, piccola sorella di C. De Foucauld ed e’ cosi che il Don Gius mi ha raccattata dal mio nulla ed ha amato ogni vibrazione del mio essere, sopportando il mio terribile carattere, senza mai togliermi il credito alla vocazione perche’ ero diversa dagli altri. E con questo mi ha rigenerato alla vita, fin da quando, arrivata a Gudo da un piccolo paese di mare in cui ero la “ preferita ” di mio padre (primogenita di sette figli! E da tanti considerata come un buon partito essendo anche la..”figlia dell’avvocato e del sindaco della citta’ ”…), per una scelta leale di poverta’ ed umilta’, ho preferito sparire dopo varie traversie dal contesto conosciuto per andare a chiudermi in una landa di campagna umida e nebbiosa, a soli 21 anni, lasciando ogni contesto familiare ed amicale! (…). Mi e’ stato evidente dall’inizio che questo cambiamento di stile di vita, anche se doloroso per me che a Chioggia avevo chi mi voleva bene (…) , mi faceva approfondire il motivo della mia permanenza in Lui. E sulla bonta’ dell’incontro col Movimento avvenuto successivamente alla vocazione, mai ho dubitato! Sono certa che se non avessi fatto questo incontro, se non fosse venuto il don Gius a casa mia, in Veneto, a “chiedere la mano” a mio padre, mai avrei potuto vivere felice la mia vita in altro modo! Io che dopo i primi mesi di postulandato dalle piccole sorelle di C. de Foucald, pure avventurosi per me che amavo la vita degli zingari e la gente del circo, affascinata anche alla moda dei “figli dei fiori” del’ 68, non potevo permanere in un convento freddo ad espletare, dopo la maturita’ classica, i lavori manuali mai prima svolti e cosi’ pesanti che mi facevano stare male, soprattutto dopo il grave incidente automobilistico avuto tornando da un convegno missionario a cui avevo partecipato solo per cercarmi il moroso! Ma le storie sono cosi! Con tutti questi avvenimenti che hanno formano la mia personalita’ rivestendola come di una corona di fiori, una ghirlanda da mettere fra i lunghi capelli di un tempo (………). “Nel peccato mi ha concepito mia madre!”- ed e’ questa la ferita che non si rimargina se non in cielo, don Angelo! Ed infatti questo marchio stretto del peccato originale ce lo portiamo addosso dovunque andiamo: non possiamo reciderlo ne’ limitarlo nel danno! E’ Lui che ci ha presi su di Se’ con tutto il travaglio! Forse nel tempo della giovinezza, invasi da sacro furore di gratitudine per il dono della vocazione ricevuta, quasi pensandolo come un merito nostro, ci siamo illusi di potere cambiare qualcosa di noi in meglio. Quasi potessimo diventare noi, con le nostre sole forze, un’offerta a Lui gradita ed il merito rimanesse “ nostro!” . Ma Lui ci ha risposto: ”Senza di Me non potete fare nulla!”.. Ed ancora ha aggiunto: ” Non voglio olocausti ne’ vittime per la colpa, l’offerta non gradisco”. Ora capiamo meglio: sei Tu, Signore, che compi il miracolo. Sei tu che: ”gli orecchi mi hai aperto!”…., allora ho detto: “ ecco, io vengo , Signore, per fare la tua volonta’!” Sono io , oggi, che mi piego a Te, non viceversa!!!! E poi il brano piu’ bello…”E danzando canteranno: “Sono in te tutte le mie sorgenti…!” Dopo una vita trascorsa cosi’ , cosa ci rimane? Queste sorgenti in Lui, questa Luce del Suo Volto, questa inesauribile sete di vitalita’, questo desiderio di non piu’ avere sete, questa mendicanza nostra che salvi la cattiveria di cuori, soprattutto di quelli che ci hanno conosciuti e ci hanno chiuso la porta in faccia, non ci hanno aperto, ci hanno tolto credito e stima perche’ non corrispondevamo alle loro misure, alle loro aspettative e non abbiamo gratificato la loro prevaricazione su di noi! Io sono oggi certa che ogni scelta che ho fatto nella vita, e’ stata buona, perche’ e’ avvenuta secondo indicazione chiara (….) Ciao, abbi pazienza con me! Poi Lui completera’ per me l’opera Sua, non abbandonera’ l’ opera delle sue mani! Solo in questa certezza riesco a respirare e comunicarti di me! Ciao, oremus ad invicem! Lella Saluto finale alla Messa (Da un augurio di Pasqua) Carissimi compagni di cordata, …Ma oggi occorre fissare lo sguardo sulla Vera Gioia che mai ci sara’ tolta: c’e’ una Speranza che incede gia’ ora, piu’ alta di ogni nostra miseria…… “Il SIGNORE E’ RISORTO!” ”Il Signore mi ha provato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte”. Lo stupore e’ di essere ancora in vita e non per le forze residue che invece sono del tutto azzerate (Occorre, poveramente, accettare una totale mancanza di autonomia alla quale non ci si abitua mai!). Ma e’ questa la strada alla conversione di se’: io avverto allo stesso tempo la Forza dello Spirito per uno trascinamento di Lui verso l’altra Riva del mare, trascinamento “gratuito“ che avverto proprio reale quando sono al limite della disperazione e lotto per “sperare contro ogni speranza!” Offrire l’oggi cosiccome si presenta, per volti amici che corrono con me sulla stessa strada mi e’ prezioso piu’ di mille pezzi d’oro r d’argento. VOI SiETE , SEI FRA QUESTI amici scelti da Lui!, in prima linea ! !! Preghiamo ad invicem, usque ad consummatum!! In comunione. Fraterna! Mgrazia bighin



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LA TRAVERSATA

la vita non è una traversata solitaria…

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