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2014-04-19
CINQUANTESIMO \di SACERDOZIO di Don Angelo Busetto
Omelia alla Messa del ‘50

2014-04-19

CINQUANTESIMO \di SACERDOZIO di Don Angelo Busetto

 

6 aprile 2014 - Omelia alla Messa del ‘50

 

Chi potrà togliersi dagli occhi e dal cuore questo Gesù che ‘amava molto Marta, Maria e Lazzaro’? Questo Gesù che si commuove profondamente e ha uno scossone di pianto davanti all’amico morto,   proprio come capita a noi, improvvisamente, quando magari siamo messi di fronte a una persona cara che muore? Quelli che sono attorno a Lui esclamano: “Vedi come l’amava”. Stasera posso dire anch’io davanti a voi: “Vedi come mi ama”.

Ma è Gesù stesso che non può togliersi dagli occhi e dal cuore coloro che Egli ama e ha chiamato amici: Marta e Maria e Lazzaro e la loro casa ospitale e amica; il cieco guarito e illuminato in un secondo incontro, quando Gesù gli dice: “Adesso, non peccare più”; la Samaritana incontrata al pozzo, che va a gridare a tutti il suo nome; la peccatrice sconvolta e rinnovata da Cristo; la Maddalena che l’ha cercato morto e lo ha trovato risorto; Pietro e  Giovanni e Andrea che l’hanno seguito e l’hanno annunciato al mondo. Chi potrà togliere dagli occhi e dal cuore di Gesù queste persone che Lui ha amato e ama, conoscendole nome per nome, una per una. E quante altre, nella storia: Ignazio di Antiochia che scrive le sue sette lettere andando al martirio a Roma, e Agostino e Benedetto e Tommaso d’Aquino e tutti i cristiani che hanno reso più umana la storia con il nome e il cuore di Cristo. Fino a coloro che per lunghi canali hanno condotto la barca di Cristo a toccare le nostre rive: Venezia, Pellestrina, Chioggia, l’Italia, le tante rive del mondo;  i cristiani dei nostri paesi e delle nostre città, delle nostre parrocchie e delle nostre famiglie, i cristiani che sono la nostra origine e la nostra radice, per cui siamo qui a pregare a cantare; i nostri preti e i nostri vescov, dal vescovo della mia ordinazione Piasentini – con la sua energia, la vibrante ed energica voce e la potenza pastorale -  al vescovo Adriano che oggi guida la diocesi. Un terreno seminato, irrigato, coltivato da tante persone, a partire dai sacerdoti della mia parrocchia, dagli insegnanti del Seminario fino a quel grande maestro e testimone di Cristo che ha rinnovato e lanciato il mio sacerdozio, il carissimo don Luigi Giussani, di cui vorrei portare nel cuore l’orma e l’insegnamento di santità.

A me Gesù ha voluto bene così. A ciascuno di noi il Signore vuole bene con una storia particolare, facendoci incontrare uomini e donne che ci edificano e ci generano. Il Signore Gesù mi ha voluto bene con tratti di benevolenza straordinari in tutte le parrocchia in cui ho vissuto, con le persone incontrate. E’ bellissimo incontrare uomini e donne che erano bambini e tu non riconosci più, ma essi ti riconoscono; uno non si accorge di avere tanti figli e fratelli e se li trova già grandi. Non posso non ricordare alcuni amici che vedono con gli occhi del Paradiso; nel corso della loro vita terrena nei loro occhi ho visto il riflesso del suo sguardo, nella loro amicizia il suo passo che mi camminava accanto: Rosi, Don Lino Rebellato, Filippo, Luca, Betty, Antonella, Maria Grazia, Paola.

Che cosa sarei stato senza questi maestri e amici, senza la compagnia della Chiesa che mi ha portato a Cristo? Che cosa saresti stato tu senza la tua parrocchia, i tuoi preti, i tuoi genitori, i tuoi amici, senza chi ha guardato Cristo prima di te; e tu hai cominciato a guardare da quella parte perché essi guardavano da quella parte. Le comunità con le quali ho pregato, e che mi hanno insegnato a pregare, mi hanno sorretto quando mi cadevano le braccia e mi cadeva anche il cuore; comunità con le quali ho celebrato, giocato, cantato, gioito, sofferto, amato, creduto, sperato moltissimo, perché la nostra speranza è nel Signore. Senza questa grande Chiesa cattolica, che amo tantissimo, perché è come amare il Corpo di Cristo, e la sua fisionomia nel tempo. La Chiesa cattolica nel tempo e nello spazio. Quindi con tutte le sue vicende. Ieri, il cardinal Parolin che ha celebrato la Messa agli esercizi della Fraternità di Comunione e Liberazione ci invitava a pregare per il Venezuela e per i due sacerdoti di Vicenza che sono stati rapiti in Africa. Una Chiesa cattolica fino ai confini della terra e del tempo che ci educa con la sua enorme ricchezza di testimonianza e di grazia e ci fa amare di più Gesù.

Che cosa fa vivere? Di che cosa si vive? Che cosa ci fa cominciare la giornata, e l’iniziativa di ogni giorno. Di quale respiro, di quale cuore vive la vita? A me è stato donato il senso della vita, il gusto, la compagnia della vita. A me è stato donato Gesù. E a voi? A tutti noi è stato donato Gesù. Vivere il Battesimo, l’Eucaristia, la Confessione, la sua Parola.

Diceva Romano Guardini: “Nell’esperienza di un grande amore, tutto ciò che accade è un avvenimento nel suo ambito”. Un grande amore c’entra con tutto quel che accade nella vita. In questi anni a me è accaduto così, in mezzo a pigrizie, debolezze, incoerenze. Anche nel buio, quella luce.  Tante volte mi è sembrato di assomigliare a Pietro, nella sua passione e nelle sue incoerenze: capace di rinnegarlo, ma un momento dopo già con lo sguardo a Cristo che lo guardava.

Il grande Imperatore, nel racconto dell’Anticristo di Soloviev, aveva piegato tutto il mondo ai suoi piedi. Come oggi il grande Dittatore vuole che ci mettiamo sotto i suoi piedi, ci vuole tutti uguali, con lo stesso pensiero, tutti inutili, senza cervello e senza occhi e senza volontà, per farci suoi servi; una volta c’erano le grandi ideologie, oggi il grande Dittatore serpeggia per tutti i giornali, per tutti i canali, per tutte le informazioni, per tutte le leggi dell’Europa e del mondo. IL grande Imperatore aveva riunito attorno a sé tutte le grandi religioni della terra: “Strani uomini voi cristiani. Che cosa avete di più caro nel cristianesimo?” Si alzò lo staretz Giovanni, candido come un cero: “Grande imperatore, quello che abbiamo di più caro nel cristianesimo è Cristo stesso e tutto quello che viene da lui”.

Così Papa Francesco nella Evangelii Gaudium: “Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti”. Questo è vero: Cristo è al nostro fianco.

Per questo dico: Grazie a tutti voi che per grazia di Dio condividete con me questo cammino della Chiesa, amati da Gesù, testimoni di lui in tutte le periferie della vita e del cuore dell’uomo. Grazie a chi ama Cristo vivo nella Chiesa, lanciata e corretta dal nostro Papa Francesco, accompagnata dal vescovo Adirano e dai nostri sacerdoti.

Domandiamo a Maria. Chi è Maria nella nostra terra? Nella mia isola è invocata come la Madonna dell’Apparizione. Ma da quando sono in Cattedrale, dicendo il Rosario ho spostato l’accento su Maria Assunta e prego questo mistero anche se è la giornata dei misteri dolorosi, perché Maria ci sta prendendo tutti, ci sta amando tutti e ci vuole felici tutti. Domandiamo a Maria la grazi della fede, della fedeltà, della gioia di essere cristiani e di donare al mondo la felicità più grande.

Grazie Signore di donarci di vivere così o almeno di desiderare di vivere così, perché è la vita più bella del mondo, in mezzo a tutte le crocifissioni da cui fossimo attraversati. 



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