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2014-10-20
SINODO, IL BENE DELLA FAMIGLIA
Ho tentato di seguire i lavori del Sinodo sulla famiglia senza esaurirmi dietro ai commenti dei quotidiani e dei siti. Se nella prima settimana ci sono stati ‘risparmiati’ gli interventi dei partecipanti al Sinodo, nella seconda sono state pubblicate le relazioni dei circuli minores, cioè dei gruppi di lavoro, a commento della relazione-sintesi del cardinale Erdo. Sul finale, ecco il bel messaggio del Sinodo, pieno di sostegno di conforto alle famiglie ‘vere’. E soprattutto, le tre paginate di Avvenire con la ‘Relazione finale’, che riporta la votazione ‘placet e non placet’ per ciascuno dei 62 paragrafi. L’ha voluto Papa Francesco, che ha congedato i partecipanti al Sinodo con un discorso pieno di affetto e condito di sale e pepe. E’ un buon materiale da riprendere, meditare, discutere, confrontare, fino all’ottobre del 2015, quando sul tema della famiglia è previsto il Sinodo ‘ordinario’. Dopo il quale, Papa Francesco trarrà le conclusioni per tutto il popolo di Dio.
Quale percezione ha lasciato il Sinodo? Sono stati evocati i giorni del Concilio Vaticano Secondo, ancora vivo nella memoria del cuore: grande interesse, e anche una bella confusione; le differenze delle varie posizioni sono state presentate come contrapposizioni, magari secondo lo schema usurato di ‘progressisti e tradizionalisti’. Hanno aleggiato frettolose speranze del cambio delle regole, per mettere insieme l’indissolubilità del matrimonio con l’accesso alla comunione da parte dei divorziati: una sorta di quadratura del cerchio. Intanto è mutato il clima nei riguardi di divorziati, conviventi, omosessuali e tutta la varia compagnia di uomini e donne distanti dalla pratica morale della Chiesa: non persone da allontanare, ma fratelli da accompagnare. C’è da augurarsi che cambi anche l’atteggiamento di opposizione alla Chiesa e alla sua proposta, pesantemente affermato da alcuni gruppi laicisti.
Tutto sommato, dal Sinodo deriva una sorpresa bella per le famiglie cristiane, confortate e rilanciate. La ‘Relazione finale’ testimonia il valore della dottrina e della pratica del sacramento del matrimonio, senza timore di esprimere giudizi circa scelte diverse. L’immagine cristiana sul matrimonio non è traguardo irraggiungibile. Cristo ha costituito la Chiesa come strada di salvezza, cioè di verità, bellezza e pienezza umana. Lo conferma la viva esperienza di grazia e santità di tante famiglie cristiane, le quali non si aspettano dalla Chiesa cambiamenti squalificanti, ma domandano sostegno per capire e vivere il Vangelo attraverso l’insegnamento dei pastori e la compagnia dei fratelli. Se la novità della famiglia cristiana ha trasformato concezioni e usanze che, lungo i secoli hanno deformato e oppresso l’uomo e la donna, lo schiavo e il povero, si possono ancora percorrere cammini di vita e di speranza, di verità e di felicità. La fatica e la gioia della vita buona del Vangelo rappresentano ancora una nuova speranza per le famiglie e per l’intero nostro mondo.


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